Canti tipici: la Pasquella

Nei paesini marchigiani ed umbri, era tradizione fino a qualche decennio fa, recarsi, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, presso le case dei vicini per intonare il canto tradizionale della Pasquella.

La Pasquella  era un canto che augurava salute e prosperità per il nuovo anno appena iniziato, ed i cantori, muniti di organetto e cembalo, si recavano di casa in casa per esibirsi, in cambio di qualche bicchiere di vino e qualche piccola offerta.

Guerriero Carosi nel libro “Stornelli e proverbi. Filastrocche, canti religiosi, ninne nanne, indovinelli, parole e detti della mia terra”, riporta una versione della Pasquella tipica del territorio ascolano.
“Pasqua, Pasqua è menuta/lu Segnore ce l’è mannata/ce l’è mannata chen tanta allegria/viava Pasqua e la Bifania/ Se me dete na saggiccia (salsiccia)/ i ve diche padrona ricca/e se vu nen me la dete/i ve diche padrona ingrate”.

 Una versione completa del canto potete trovarla qui

Canti tipici: la Pasquellaultima modifica: 2008-01-06T15:27:30+00:00da picenum07
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